Curiosità

Curiosità
PERSONAGGI ILLUSTRI
Essendo il nostro paese una realtà contadina e artigiana costituita da gente semplice ma operosa, faremmo torto a qualcuno citando solo pochi nomi tra coloro che si sono distinti nelle loro attività lavorative tenendo alto il nome di Rivello non solo in Italia, ma anche nel mondo. Questo discorso vale anche per i medici, i sacerdoti, i maestri, gli artisti, che hanno dato in vari modi il loro contributo alla crescita materiale e morale della nostra comunità.

ABITO TIPICO
II costume femminile
Le donne indossavano una lunga gonna a pieghe, un'ampia camicia bianca con un collo di merletto inamidato e sopra un corpetto aderente chiuso da stringhe. Sulla manica della camicia era sovrapposta un'altra manica dello stesso colore del corpetto che arrivava fin sopra al gomito e con un nastrino era legato al corpetto. Sulla gonna si indossava un grembiulino di tessuto pregiato e sul capo un panno nero piegato più volte e rifinito con passamaneria dorata.
Il costume maschile
Gli uomini indossavano pantaloni neri di fustagno alla zuava, camicia bianca con collo alla coreana e gilet.

GLI ANTICHI MESTIERI
I mestieri che hanno dato onore e ricchezza al paese in tutti i tempi sono quelli dell'orologiaio, dell' orafo, del ramaio, del conciatore di pelli.

LO SPORT
Sul territorio esistono varie strutture sportive: un campo da calcio e un impianto sportivo polivalente dotato di piscina coperta, campetto multiuso per calcetto-pallavolo-basket, due campi da tennis, per cui è possibile praticare, anche a livello agonistico, nuoto, calcio e calcetto; ci sono poi due palestre per praticare ginnastica e ballo.
Sono presenti società sportive di: calcio (Calcio Rivello), calcetto (Virtus Rivello), mountain-bike (Ciclo Team Valnoce, affiliati alla Federazione Ciclistica Italiana) che effettua gare annuali, pesca (A.P.S. Team RI. VA.) con attività svolte da febbraio a settembre, che organizzano e partecipano a gare e tornei a livello regionale e nazionale. Il fiume Noce si presta per praticare la canoa nel periodo primavera-estate.

PROVERBI
1. Quanne Seréne se métte u cappucce
lévete a vacche e accattete u ciucce.
Quanne Seréne se métte la cappe
Lévete u ciucce e accattate a vacche.
Quando Sirino si copre di neve solo alla punta vendi la vacca e compra l'asino.
Quando Sirino si copre di neve fino ai piedi vendi l'asino e compre la vacca.
(Adattati alle situazioni)
2. Quanne è u tiémbe d'attacche e pute
zie Biase no téne nepute,
quanne è u tiémbe de velegnà,
zie Biase de qua e zie Biase de là.
Quando è il tempo di legare e potare la vigna
Zio Biagio non ha nipoti,
quando è il tempo della vendemmia
zio Biagio di qua e zio Biagio di là.
(Quando c'è da lavorare nessuno è disponibile, quando c'è da prendere sono tutti presenti)
3. Asene u curte, pullitre pare.
L'asino piccolo sembra un puledro.
(L'apparenza inganna)
4. Fungìtte e nenìtte, comme i truove te l'annitte.
Funghi e uccelli come li trovi così li pulisci.
(Accontentati di ciò che hai)
5. Quanne a tavele nu ‘nsì ‘nvetate
no ‘nd assettà ca sì cacciate.
Quando a tavola non sei invitato
non sederti perché sei cacciato.
(Non recarti dove non sei gradito)
6. I guaie da pegnate e sape a cocchiare.
I guai della pignatta li conosce il cucchiaio.
(Non dare giudizi senza conoscere le situazioni)
N.B. La "e" senza accento non si pronuncia.

LA CUCINA
Le specialità gastronomiche del nostro paese si rifanno alla migliore tradizione contadina fatta di ingredienti poveri, semplici ma genuini, squisitamente preparati grazie anche ad una naturale creatività ed una grande esperienza delle nostre massaie. Oggi però, per mancanza di tempo e di poca capacità da parte delle nuove generazioni, alcuni piatti vengono cucinati di rado e per questa ragione sono sempre più ricercati e preparati maggiormente in particolari occasioni e festività.
Tra le pietanze tipiche ci sono:
> la pasta fatta in casa con farina di grano: fusilli, ravioli, “laghenelle” (tagliatelle) e “cavatiell'” (gnocchi);
> “laghene e fasule sfritte”, cioè tagliatelle e fagioli da condire appena scolati con olio e aglio “sfritto” in olio abbondante con l'aggiunta di pepe rosso macinato;
> la polenta con i “termini”, cioè polenta con pezzi di salsiccia che nel passato, quando il pasto veniva servito in un unico piatto, servivano per delimitare la porzione spettante a ciascun commensale;
> capretto o agnello alla brace;
> coniglio imbottito al sugo ripieno con in impasto di pane sbriciolato, uva sultanina, uova, prezzemolo, aglio, un pizzico di pepe nero, fegatini soffritti, sale e un filo d'olio extra vergine di oliva per amalgamare il tutto.
> “ghiummariell'”, cioè involtini di interiora di agnello o capretto ripieni di formaggio, prezzemolo, aglio e pepe nero;
> la salsiccia, un insaccato in budelle lunghe e strette, realizzato con la carne di maiale lavorata a mano con il coltello e aromatizzata con sale, pepe rosso in polvere e semi di finocchio;
> la "soperzàta", un insaccato in budelle larghe tagliate corte, realizzato con la migliore carne di maiale (filetto e muscolo della coscia) lavorata a punta di coltello in piccolissimi pezzi con l'aggiunta di pochissimo grasso, sale e pepe nero. E' un salume dall'aroma fragrante, leggermente speziato e dal sapore dolce e delicato che è usato come antipasto;
> i dolci già menzionati nei paragrafi precedenti;
> “o' sangonacce”, dolce che si prepara col sangue del maiale caratteristico di questo periodo.

LA RICETTA DEL “SANGONACCE”
Dose per quattro teglie di media grandezza.
Ingredienti per il ripieno:
1 kg di riso; 1 kg di uva sultanina; 1 kg di zucchero; 1 litro di sangue filtrato; cannella, buccia d'arancia a pezzettini o grattugiata, cacao amaro, strutto, liquore aromatico (tipo Sambuca o anice) quanto basta.
Pasta sfoglia:
2 kg di farina; 800 gr di zucchero; 12 uova; 300 gr di strutto; buccia di due limoni grattugiata; 4 bustine di lievito vanigliato.
Procedimento:
Cuocere il riso, a mezza cottura scolarlo e unire tutti gli altri ingredienti in modo da ottenere un composto non molto asciutto. Preparare la pasta sfoglia, ungere le teglie con un po' di strutto, stendere uno strato di pasta, riempirle con il composto, coprire con un altro strato di pasta e infornare a fuoco medio (180°) per circa un'ora.
Lasciare raffreddare, togliere dalle teglie e gustare.